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Nel segno di Tolkien

Da mesi ormai è in corso un’altra “guerra dell’anello”, quella che contrappone videogame a videogame e giocatore a giocatore nel nome dell’ambientazione tolkieniana. Mentre è facile immaginare che l’accesa fantasia di chi ama la Terra di Mezzo si diletti nello sfidare gli amici utilizzando i diversi videogiochi che prolungano l’immersione in quel mondo creativo, di natura diversa è la contrapposizione, meramente commerciale, innescatasi già all’indomani dell’annuncio che la celeberrima trilogia dello scrittore inglese sarebbe diventata un trittico di opere cinemagrafiche. Fu in quel momento, infatti, che due colossi dell’intrattenimento si avventarono sul tema e se ne divisero i diritti: Electronic Arts acquistò quelli per lo sfruttamento del film e Vivendi Universal fece altrettanto per i diritti letterari. Sicché sul mercato esistono più opere interattive che riguardano lo stesso tema. Ma ben venga la concorrenza, se a guadagnarci è la fantasia. Electronic Arts aveva dalla sua il tesoro delle immagini: l’ha sfruttato creando una serie di tre giochi, usciti ciascuno a ridosso del relativo film (l’ultimo uscito si intitola appunto Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re) che in pratica propongono un tour nella trama condito con combattimenti in prima persona e con labirinti da cui districarsi. L’azione non manca, anzi è tutto. Diversi i titoli proposti da Vivendi sulla scorta dei libri di Tolkien: c’è La guerra dell’anello che, in un contesto ispirato ai primi due volumi della trilogia, propone anche personaggi e situazioni che con i libri non c’entrano. In realtà è un classico gioco di strategia, in linea con gli standard del genere, a cui è stata fatta indossare un’ambientazione ad hoc. Un altro gioco Vivendi è The Hobbit, che riprende l’omonimo romanzo e ne fa una colorata e lineare avventura per bambini. Anche in questo caso, come negli altri citati, il mondo di Tolkien è un pretesto o poco più. Peccato, perché visto lo spessore del tema si sarebbe potuto agire con più personalità e inventiva.

Digital Kids Giuseppe Romano

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