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La famiglia digitale

Affratellati da un’unica matrice digitale, i videogiochi formano insieme una grande famiglia, in cui l’unicità di ciascuno si stempera in una fitta rete di somiglianze. Visti dall’esterno i loro volti sono difficili da distinguere, se non a partire da arbitrarie suggestioni. Frequentandoli assiduamente, invece, è facile riconoscerne affinità e divergenze a partire da pochi indizi, che consentono di capire con buona approssimazione i reciproci gradi di parentela.
I videogiochi si declinano in prevalenza al maschile: agonismo, aggressività ed esibizione di forza sono tratti tipici della loro personalità. I giochi arcade sono i più vivaci e ingenui, organizzati come percorsi a ostacoli da superare rapidamente e con tempestività per ottenere il punteggio più alto possibile. L’importante è non sbagliare, perché dopo un certo numero di errori ogni eventuale progresso viene azzerato e si riparte da zero. A motivarli è la sfida in sé stessa, che spinge alla ossessiva ripetizione delle stesse azioni per raggiungere la padronanza completa di ciò che avviene sullo schermo: superare una serie di piattaforme sospese calibrando al millimetro i salti dell’omino; ripulire lo schermo dalle astronavi nemiche; arrivare per primi a un traguardo, mettere a tappeto l’avversario, battere un record. Crescendo, assumono un piglio più accigliato e problematico, trasformandosi in giochi di azione: la chiassosa allegria dei cartoni animati lascia il posto a urla agghiaccianti e sangue vero. Gli animaletti saltellanti dei platform si trasformano in guerrieri di ogni tempo, la visuale si sposta dentro i loro occhi sgranati su campi di battaglia apocalittici, le loro armi giocattolo diventano strumenti di distruzione reali.
Più riflessivi e contemplativi, gli adventure preferiscono immergersi in storie e luoghi di fantasia, assumere identità e ruoli interessanti, scoprire trame e misteri nascosti collegando indizi e ficcando il naso dappertutto con instancabile curiosità. Sognano di esplorare pianeti lontani e reami fantastici, di imbattersi per primi in antiche e leggendarie civiltà, di cambiare la storia o di salvare il mondo dalla distruzione e dalla guerra. Non privi di umorismo e senso poetico, spesso preferiscono fare leva su sentimenti più intensi, come la paura e il senso di pericolo. Sono anche patiti di enigmistica, e non si fanno mancare mai una sana dose di indovinelli e rompicapi da risolvere lungo la strada.
Si danno invece arie da primi della classe i simulatori, che riproducono nei minimi dettagli uno spaccato di realtà sfidando il giocatore a studiarne ogni minuzia fino a diventarne un esperto. Flight Simulator, il famoso simulatore di volto di Microsoft, è usato anche dalle accademie areonautiche civili e militari per istruire i cadetti sulle procedure e sui principi basilari della navigazione aerea. I simulatori di civiltà più bacchettoni come Sim City, Civilization e Age of Empires potrebbero essere utilizzati nelle scuole come ausilio all’insegnamento, offrendo un’alternativa coinvolgente ai noiosi monologhi dei professori. Alla mania della simulazione videoludica non sfuggono neanche i giochi da tavolo più tradizionali, dagli scacchi ai giochi con le carte, dal Monopoli al Risiko.
Sempre in movimento e pronti a scendere in campo sono i giochi sportivi, che si cimentano con successo in ogni disciplina esistente, dal calcio alla guida, dalla pesca al biliardo. Non solo ricalcano alla perfezione le regole e le leggi della fisica degli sport reali, ma anche l’ubiquità delle telecamere che li inquadrano e l’onniscenza dello spettatore che vede tutto dall’alto. Si preparano meticolosamente alla sfida scegliendo formazioni e tattiche, preparando assetti di guida ed equipaggiamenti, confrontando prestazioni e tempi. Poi tutto si risolve sul campo, dove vengono premiate potenza e controllo.
Metodici e calcolatori sono i giochi di strategia, che vedono il mondo come un complesso intreccio di cause ed effetti, prevedibili e controllabili attraverso una attenta pianificazione delle proprie risorse. Che si tratti di far quadrare il bilancio di un’impresa oppure di organizzare l’avanzata di un esercito, loro conoscono il modo più efficiente e rapido. I più perfezionisti preferiscono agirare a turni, come negli scacchi, in modo da poter studiare attentamente ogni mossa. Più impulsivi e caotici i seguaci del tempo reale, in cui tutto avviene contemporaneamente e l’istinto prende il sopravvento sulla riflessione.
La lista di giochi che presentiamo, insomma, vuole offrire uno spaccato di questo variegato mondo, da cui si possano intuire parentele e differenze generazionali, come in una foto di famiglia.
Giuseppe Romano - Digital Kids

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