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VIRTUAL PREVITI - The partners

Sviluppatore: Montecristo Editore: Microids Genere: Simulazione real-life Piattaforma: Pc The partners: simulazione di uno studio legale all’americana specializzato nella difesa di gente famosa e danarosa. Bisogna ingraziarsi i clienti, battere la concorrenza, strappare contratti miliardari, affermarsi come i migliori: il Previti, il Taormina o il Pisapia virtuale – de gustibus... –, capace di trionfare sempre e comunque. L’ambientazione prevede alcuni scenari a tema, cioè “missioni” da portare a termine, e un’ampia possibilità di “gioco libero”senza obiettivi prefissati. Si tranquillizzino i non addetti ai tribunali, perché la dimensione giuridica è tutt’altro che fondamentale: “studiare una causa” significa soltanto scegliere a quale avvocato disponibile assegnarla (si può arrivare a gestirne fino a una ventina) e poi fare click sulla sua scrivania, in modo che l’avvocato-pupazzetto si accomodi: poi arriverà una busta col verdetto della corte. La dimensione suggestiva del gioco consiste piuttosto nelle relazioni interpersonali che si stabiliscono fra i personaggi a partire dal catalogo di “qualità” e di “bisogni” di cui ciascuno è stato dotato a inizio del gioco (e che vengono visualizzati in vari pannelli). Si va dall’opportunità di arredare elegantemente lo studio affinché i visitatori si trovino a loro agio, alla possibilità di conquistare una cliente sotto il profilo professionale o sotto quello galante, di tramare contro un collega, di fraternizzare con un altro e via dicendo. Il tutto senza parole, ma valendosi di fumetti che raffigurano gli “argomenti di conversazione”, nonché degli elenchi e schemi di bisogni: a colpi di mouse si fa di tutto. Convincere un personaggio equivale a bombardarlo di fumetti accattivanti, offenderlo significa fare altrettanto con fumetti antipatici. Una rudimentale imitazione di Grande fratello? Sì, salvo tener conto che i giochi di “simulazione di personalità”, negli ultimi anni hanno conquistato milioni di aficionados, con vari titoli, il più famoso dei quali è l’americano The Sims. Nulla più che sofisticati giocattoli: troppo complesse le varianti da simulare, prima che si possa parlare di “real life”.
Giuseppe Romano - Digital Kids

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