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La rivoluzione nelle comunicazioni operata da internet e dalla telefonia mobile è stata paragonata all’invenzione della stampa nell’Europa medioevale quanto ad impatto sociale ma la rapidità che ha distinto questo fenomeno non è assimilabile neppure a quella dell’ingresso della televisione nelle case del nostro Paese.
Nel 1996, l’allora presidente di Omnitel,il dottor Francesco Caio, vale a dire un vero e proprio autore di questa rivoluzione, dichiarava confidenzialmente di stimare che entro il 2000 in Italia ci sarebbero stati più di 10.000 telefonini ma di non volerlo dichiarare pubblicamente per cautela. Ebbene nel 2003 circolano più di quaranta milioni di apparecchi. Nel mondo giovanile il telefonino è vissuto quasi come un rito iniziatico; il suo possesso segna di fatto l’ingresso in una rete che appartiene agli adulti; modifica sostanzialmente il modo di comunicare anche nel rapporto genitori-figli ma è soprattutto lo status symbol per eccellenza. La marca, le cover personalizzate, il gestore prescelto sono parametri di valutazione che assumono tra i giovani un peso notevole anche a causa del bombardamento pubblicitario. Oggi assistiamo inoltre ad una ulteriore rivoluzione nel mondo delle comunicazioni; l’avvento della tecnologia UMTS, ovvero la banda larga che permette di fatto di coniugare i tre media oggetto del nostro studio, tramite l’utilizzo di un unico strumento. E’ possibile accedere alla rete, consultare l’e-mail, vedere programmi televisivi, inviare e ricevere ogni tipo di immagine e di filmato, fotografare ed effettuare riprese video tramite il telefono mobile. Queste nuove opportunità di utilizzo della telefonia cellulare pongono una serie di nuovi problemi proprio grazie alle interazioni che rendono possibili, come ad esempio effettuare spot pubblicitari nel corso di una chiamata telefonica o inserirli nei messaggi di posta elettronica. Si tratta di messaggi non generici ma mirati sulla personalità di chi è al telefono, dedotta attraverso la raccolta di dati, previo assenso dell’utente. Appare chiaro che manca una disciplina specifica in questa materia, anche rispetto ai pericoli per la salute dei più giovani derivante dalle emissioni elettromagnetiche, pertanto l’educazione all’utilizzo consapevole dei telefoni cellulari assume un aspetto prioritario. Diverse le valutazioni che riguardano internet la cui diffusione è stata meno rapida del previsto ma non per questo meno incisiva dal punto di vista della vita dei minori. Anzi l’anomalia di un media che richiede una conoscenza tecnica impartita nelle scuole solo da pochi anni, genera nel tempo un paradosso: un minore più esperto nell’uso dei suoi educatori. Ciò che contraddistingue internet è l’assenza di proprietari che lo rende estremamente popolare tra i giovani e la totale libertà di espressione permessa in rete. La carenza di regolamentazione dei contenuti è l’elemento chiave che attira i ragazzi e ne soddisfa il bisogno naturale di trasgressione. Il materiale reperibile può assumere connotazioni decisamente negative e diventare addirittura uno strumento pericoloso per il minore. Un’indagine effettuata nel 2001 ha rilevato che nel 70% delle famiglie italiane il computer è parte integrante del “corredo tecnico” casalingo più di un elettrodomestico. Quasi il 40% dei ragazzi ne ha uno in camera ed è diffuso soprattutto tra i più giovani, nella fascia di età tra i nove e i dodici anni. Il 35% delle abitazioni è inoltre connesso alla rete; ciò significa che i minori possono spesso navigare in internet tra le mura domestiche. A questo si aggiunge il proliferare di centri internet soprattutto nelle grandi città. Utilizzando internet un minore può venire a conoscenza di una quantità di informazioni utili ma deve essere messo in grado di evitare una serie di pericoli di vario genere, dal bombardamento di pop up , ovvero la pubblicità on line, al cosiddetto flaming, cioè il comportamento scortese e il linguaggio scurrile nelle discussioni on line, fino a pericoli estremamente più gravi come foto sconvenienti o la pedofilia telematica. A differenza di altre reti, come ad esempio quella per le trasmissioni radiotelevisive, internet segue in sostanza l’indirizzo datole dagli utenti; gran parte del materiale presente è infatti generato dai privati piuttosto che da editori affermati. Internet rappresenta un caso unico essendo simultaneamente mezzo di pubblicazione e di comunicazione. In un qualsiasi momento un utente passivo può diventare attivo fornendo informazioni o semplicemente reindirizzando materiali pervenutigli da terzi. Soprattutto riguardo questo tipo di materiale è assolutamente impossibile predisporre un qualsiasi filtro tecnologico efficace che si può applicare invece a documenti HTML. E’ recente anche un intervento rivolto ai 572.156 giovani nati nel 1987 che potranno usufruire di un fondo previsto dalla Finanziaria 2003 beneficiando di uno sconto di 175 € sull’acquisto di un computer in grado di collegarsi alla rete. A questo si aggiunge una riduzione dei costi per sostenere gli esami per l’ottenimento della Patente informatica europea facendo raggiungere al pacchetto un valore complessivo di 340 €. C’è l’intenzione di procedere con le stesse modalità nel 2004 per i nati nel 1988. Appare evidente il desiderio di fornire mezzi adeguati ai lavoratori di domani; a questo è d’obbligo abbinare un percorso formativo etico adeguato. La televisione è oggetto di studio da ormai più di cinquant’anni ma ha cambiato contenuti molto rapidamente ed è oggi l’elettrodomestico più diffuso oltre che il mezzo di informazione privilegiato degli italiani. Nell’ambito minorile le implicazioni di questo mezzo di comunicazione sono già state analizzate per esempio da Karl Popper o da Karol Woitila, per citarne alcuni, sottolineando il pericolo di una TV baby sitter e dell’abdicazione dal ruolo di educatori dei genitori. Studi accurati sui palinsesti hanno messo in evidenza la preferenza accordata dai gestori a programmi violenti nelle fasce orarie dedicate ai minori, ovvero nella cosiddetta fascia protetta, e l’utilizzo quasi abusivo di stimoli sessuali dagli spot ai quiz. Anche in questo caso non la censura indiscriminata ma l’educazione all’utilizzo del mezzo appare la via più proficua da percorrere. Non solo le potenzialità di questi media presi singolarmente sono oggetto di interesse, anche le reciproche interazioni e la diffusione tra i minori per fasce di età possono prendere parte ad un progetto di analisi che restituisca risultati utili per avanzare proposte di legge attuali ed efficaci Anche la campagna informativa indirizzata ad educatori e giovani prenderà spunto da questo studio. Per comprendere come questa quantità di informazioni condizionerà l’educazione della società futura ma soprattutto per tentare di indirizzare ad un utilizzo responsabile dei media i giovani è necessario prima di tutto dare risposta ad alcuni interrogativi: che ruolo ha assunto oggi la TV nell’educazione di un minore? Che tipo di utilizzo ha il telefonino nell’età scolare? Cosa cercano i giovani su internet? Cosa trovano? Come interagiscono tra loro questi media nel quotidiano di un ragazzo? Cosa affascina i giovani? Cosa li impaurisce? E’ un obbligo morale, per chi opera nel settore delle nuove tecnologie, mettere a disposizione degli educatori, maestri e genitori, e dei ragazzi la conoscenza per utilizzarle in modo adeguato: l’economia dipende sempre di più dalla tecnologia e i giovani che si affacceranno al mercato del lavoro dovranno gestire strumenti tecnicamente sempre più complessi. |
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